DESCRIZIONE

 

Il Falò di S. Antonio
La Gioebia
La firunada
Il carnevale
La fametta
La festa del paese

Ferragosto in corte
Iniziative culturali
La gita sociale

   
     
     
   
   
   

FALO' DI S. ANTONIO
(17 Gennaio)

"Brusem la Barba a Sant'Antoni"

Il calendario delle Feste della familia di Baciocch si apre il 17/01 con il "Gran Falò". Era tradizione, a Garbagnate, che in questo giorno, nei cortili, nelle campagne e soprattutto in prossimità della "Cappelletta" (Cappella di Sant'Antonio, situata ora in Piazza della Chiesa ai bordi con la via Varese) si accendessero numerosi falò. Tali falò simboleggiavano la bruciatura della barba di S.Antonio, detto del "Purscel" (del porcello). Essendo gli abitanti del paese quasi tutti contadini, con questa ricorrenza essi intendevano invocare la protezione del Santo, protettore degli agricoltori. Inoltre tale ricorrenza risvegliava la rivalità tra gli abitanti di "in gio" e di "in su" (sud e nord del paese), che si attivavano ad ammucchiare legna ed arbusti vari, per contendersi il primato del falò più grande. I giovani andavano di casa in casa a chiedere dei pezzi di legno per il falò ripetendo: "Ciribibì Ciribibò damm i legn de fa el falò. Mi darì si, mi darì no vi a rubarò!" E se non ottenevano nulla, si divertivano a rubare di nascosto la legna. Mentre il falò ardeva, gli anziani scrutavano le fiamme per trarne buoni auspici se il fumo andava in alto, e i giovani chiedevano al Santo più ricchezza (Sant'Antoni dalla barba bianca, fam truvà quel che me manca, se no te brùsi la barba bianca). Quando ormai le fiamme erano spente, ciascuno, portandosi a casa un tizzone, continuavano a recitare la filastrocca:" Ciribibì, Ciribibò damm i legn de fa el falò. El falò l'em già mo fa damm i legn de l'ann passà. Dami si, dami no, ti rubarò". Dal 1981 si è ripristinato questo appuntamento con il "Falò" per la sera del 17/01. Ci s'incontra presso l'area adibita agli Spettacoli Viaggianti (via Signorelli), dove ognuno durante il giorno ha portato legna, stracci e carta necessari per il gran fuoco. L'accensione viene effettuata dal Sindaco e dal nostro Presidente Gigi, facendo uso di due pali imbevuti di benzina. I partecipanti proteggiendosi dal rigido freddo invernale intorno al fuoco, possono sorseggiare il Vin Brulè (vino bollito con zucchero, cannella e prugne) e sgranocchiare le Spagnolette (arachidi) offerte dalla nostra Associazione, in compagnia della Banda Musicale di Santa Cecilia.

 

LA GIOEBIA
(ultimo sabato di gennaio)

"Se a la Gioebia ta mangiat i lenti cont i cudeghit, d'estàa ta mangia no i muschitt"

La tradizione ci ha lasciato due credenze sulla ricorrenza della Gioebia (termine che significa giovedì). La prima racconta che la "Gioebia", camuffata da strega, arriva in paese l'ultimo giovedì di gennaio, in volo, inforcando la scopa. I comuni mortali non la vedono, tranne qualche favorito. Gli altri la sentono quando si avvicina ai camini e poi riprende quota. E' allora che si avverte un malessere, un languore allo stomaco: chi può manda giù un grappino, chi non riesce sgranocchia un pezzetto di pane. Altri, soprattutto le donne di casa, rimenano il risotto, di cui la GIOEBIA è golosa e vola annusando qua e là quello migliore. " Chi non ha il risotto sente che arriva la fine; chi lo fa senza sentimento sente il grosso peso dei propri peccati da scontare in purgatorio; chi lo fa con amore sente che la Gioebia si diverte ed è disposta a perdonare tutto…." La seconda tradizione, a cui si rifà la Familia di Baciocch, è che nell'ultimo giovedì di gennaio si mangiavano per cena i lenti cont i cudeghit (le lenticchie con il salamino), perché si pensava che questi cibi avrebbero preservato gli occhi dall'assalto dei "muschitt" (i moscerini) durante il periodo estivo, quando questi insetti infestavano i campi e le stalle. La Famila di Baciocch oggi ripropone questa tradizione organizzando, l'ultimo sabato di gennaio, una cena sociale, il cui piatto base sono le lenticchie con il cotechino. A tale festa, riservata ai soci, vengono invitate tutte le autorità civili, militari e religiose e le rappresentanze delle associazioni che operano sul territorio.

LA FIRUNADA
( in coincidenza con l' "Oufisi" di Garbagnate)

La Firunada è l'usanza lombarda di preparare e mangiare i "Firuni" (castagne cotte al forno, spruzzate nel vino bianco e infilate nello spago), legata alla concezione agreste del risparmio, per cui nulla veniva scartato ma tutto doveva essere recuperato: e ciò valeva soprattutto per il cibo. Le castagne avanzate dalla vendita autunnale venivano conservate inumidite nel vino per essere poi consumate nel giorno dell'uffizio. In questo giorno al rito laico si affiancava quello religioso con la partecipazione alla processione. Dietro il vecchio oratorio di S. Luigi avveniva la vendita del letame, il cui ricavato serviva per sostenere le spese dell'Ufficio Generale. Si allestivano poi le giostre presso la "vignetta" (in fondo a via Milano) e una fiera per le vie del paese, dove venivano venduti i "Firuni". Ora, l'associazione ripropone l'usanza della vendita dei "Firuni", che avviene nella Piazza della Chiesa.
Domenica in Albis, giorno antecedente l'

IL CARNEVALE
(Sabato precedente alla I° domenica di Quaresima)

Mentre nel resto d'Italia, dove si segue il rito romano, i festeggiamenti del Carnevale finiscono con il "mercoledì delle Ceneri", in Lombardia, e anche a Garbagnate, il calendario ambrosiano prevede che essi terminino il primo sabato di quaresima o "sabato grasso", durando così quattro giorni in più. Una differenza che perdura dai tempi di Sant'Ambrogio, ovvero dal IV secolo dopo Cristo. La Familia, il sabato di carnevale, oltre ad organizzare alla sera una festa in maschera si cimenta nella creazione di carri allegorici partecipando alla tradizionale sfilata per le vie del comune di Garbagnate. Ogni anno si propongono scene che possono essere tratte dal passato milanese o legate al tema che il Comune suggerisce.

 

FAMETTA
(in origine il 25 marzo - oggi prima domenica di giugno)

Secondo un'antica usanza era consuetudine recarsi nella notte, tra il 24 e il 25 marzo, al Santuario della Madonna della "Famèta"- a Castellazzo di Bollate, per celebrare l'Annunciazione della Vergine Maria. I Garbagnatesi erano molto legati alla Madonna della Fametta in quanto ogni anno la ringraziavano per aver portato la pioggia in un'annata di forte siccità. Questa usanza è stata in parte ripresa nei primi anni ottanta, posticipando la ricorrenza nel mese di giugno. I partecipanti si ritrovavano presso la sede della Familia di Baciocch e da lì si dirigevano verso la "Chiesetta", imboccando un sentiero di campagna. Lungo il percorso "a dre al canal" era servita la sangria. Oggi ci si ritrova direttamente presso la Fametta, dove è consumata una merenda composta da insalata, micheta cul salam, ciapp (letteralmente "natiche", metaforicamente uova sode), pom da pianta (mele) e un bicer de vin. Come per ogni tradizione il senso laico si unisce a quello religioso e, dopo la merenda, i partecipanti si radunano nella Chiesa per ricevere la benedizione, come avveniva in passato.

FESTA DEL PAESE
(quarto fine settimana di settembre)

Per il quarto fine settimana di settembre in occasione della Festa Patronale, le varie associazioni presenti sul territorio, con a capo la Nostra, hanno ripristinato i festeggiamenti in piazza della Croce, il cui ricavato è devoluto in beneficenza. Originariamente la Festa patronale si celebrava la prima domenica di Agosto. Il sabato sera si può mangiare all'aperto e divertirsi facendo "quatter ballett". La successiva domenica pomeriggio, dopo aver mangiato all'aperto, ci si ritrova intorno alla piazza dove ci si può passeggiare tra le bancarelle, mentre nell'anfiteatro si svolgono manifestazioni teatrali e di danze folcloristiche. Inoltre, dopo la processione, viene scalato, come da tradizione, l'albero della "Cuccagna".

 

 

Altre iniziative

FERRAGOSTO IN CORTE

Da oltre dieci anni, la Familia di Baciocch organizza in Corte Gianotti un'iniziativa per allietare con prelibate pietanze e serate danzanti i garbagnatesi rimasti in città. La manifestazione si svolge dall'inizio di agosto e dura per circa venti giorni. La corte diventa luogo di incontro e svago, in cui viene allestito un bar /ristorante, aperto dalla mattina e una pista, dove tutte le sere si può ballare o ascoltare ottima musica.

INIZIATIVE CULTURALI

L'Associazione periodicamente promuove attività culturali di vario genere. La sede, di discrete dimensioni, ha permesso alla "Familia" di allestire esposizioni di artisti locali o di mostre didattiche. Di seguito ne sono elencate alcune:

- Mostra dell'Artista Lombardi Enzo (1997)
- Mostra dell'Artista Giovanni Battista Astori (10-20 Dicembre 1998)
- Esposizione di caricature (6-31 marzo 1999)
- Mostra didattica sulla vita delle Api e sulle tecniche moderne di Apicoltura (in collaborazione con l'Apicoltura F.lli Moro - 2-10 ottobre 1999)
- Mostra del pittore Dino Di Lena (13-23 dicembre 2001)
- Esposizione di schizzi dell'artista Ambrogio Allievi (artista garbagnatese che ha ideato e dipinto lo stemma dell'Associazione) nel ventennale della costituzione della Familia di Baciòcch (2001).
- Esposizione di modellismo del Sig. Pierino Preatoni, consigliere della Familia (2002/2003)

L'associazione, inoltre ha collaborato e collabora con l'Amministrazione Comunale di Garbagnate Milanese per iniziative che promuovano e diffondano la cultura locale, si ricordano:
- Mostra del pittore e scultore Vincenzo Maria Cattaneo (13-21 marzo 1993)
- Mostra di quadri dell'artista Angelo Martinenghi (19/03-01/04 1994)
- Esposizione delle opere del pittore Ambrogio Allievi (8-25 aprile 1995)
- Mostra dell'artista Corrado Caviglia (7-22 Novembre 1998)
- Esposizione delle opere della pittrice Luisa Montini (27/10-11/11 2001)
- Proiezione del film "Il sole sorge ancora" (22/04/2002), girato nel borgo di Castellazzo di Bollate, nel 1946, e vede la presenza, come comparse, di abitanti di Garbagnate Milanese.

Infine è d'obbligo ricordare la partecipazione di alcuni soci, tra cui il Presidente, alla sfilata del Carroccio e al Palio di Legnano, con la Contrada San Magno. Tale manifestazione si svolge ogni anno l'ultima domenica di maggio.

GITA

Nel corso di ogni anno l'associazione organizza una gita sociale e culturale in varie città, italiane e straniere.